mercoledì 25 giugno 2014

In vigore il decreto taglia-bollette: ecco le norme spalma-incentivi

È stato pubblicato sul numero 144 del 24/06/2014 della Serie Generale della Gazzetta Ufficiale il decreto legge 24 giugno 2014, n. 91 contenente le misure cosiddette "Spalma Incentivi". Dall'articolo 23 in poi sono contenute le norme che hanno l'obiettivo di alleggerire la bolletta degli utenti in media e in bassa tensione con potenza allacciata superiore a 16,5 kW, esclusi clienti residenziali e l'illuminazione pubblica. Per ottenere tale risultato pare imprescindibile “ottimizzare le gestione dei tempi di raccolta ed erogazione degli incentivi e favorire una migliore sostenibilità nella politica di supporto alle energie rinnovabili”.

Nel dettaglio, sono due le opzioni per gli impianti oltre i 200 kW, secondo l’articolo 26:
  • a decorrere dal 1° gennaio 2015 la tariffa incentivante per l’energia prodotta dagli impianti oltre i 200 kW è rimodulata secondo la percentuale di riduzione indicata nell’allegato 2 (vedi immagine) ed è erogata in 24 anni, decorrenti dall’entrata in esercizio degli impianti. Per le tariffe onnicomprensive erogate ai sensi del quinto Conto Energia, le riduzioni si applicano alla sola componente incentivante (calcolata secondo l’art. 5, comma 2, del DM 5 luglio 2012). Gli operatori potranno accedere a finanziamenti bancari per un importo massimo pari alla differenza tra l’incentivo spettante al primo gennaio 2015 e l’incentivo rimodulato. Tali finanziamenti “possono beneficiare, sulla base di apposite convenzioni con il sistema bancario, di provvista dedicata o garanzia concessa dalla Cassa Depositi e Prestiti";
  • in alternativa, i titolari degli impianti fotovoltaici di potenza superiore a 200 kW potranno optare per una riduzione dell’8% dell’incentivo riconosciuto al 25 giugno 2014 (data di entrata in vigore del DL 91/2014), per la durata residua del periodo di incentivazione. Questa dovrà essere comunicata al GSE entro il 30 novembre 2014; la riduzione dell’incentivo decorrerà dal 1° gennaio 2015.

A danneggiare gli operatori anche la disposizione per cui, a partire dal secondo semestre 2014, il GSE pagherà gli incentivi (per tutte le taglie di impianti FV incentivati) con rate mensili pari al 90% della producibilità media, con un conguaglio entro il 30 giugno dell'anno successivo.

Le associazioni imprenditoriali del settore fotovoltaico hanno duramente protestato contro il decreto, che secondo le stime potrebbe portare al fallimento di un grande numero di imprese che hanno investito nelle rinnovabili, con un danno in termini di minori entrate per l’erario quantificabile tra 500 e 700 milioni di euro e il rischio di perdere oltre 10 mila posti di lavoro. L'appello di Assorinnovabili al Presidente della Repubblica a non firmare il decreto, supportato dal parere di incostituzionalità del presidente emerito della Corte Costituzionale, Valerio Onida, è però rimasto inascoltato.

Il decreto è in vigore da oggi, ma potrà subire modifiche in Parlamento durante la conversione in legge, che deve avvenire entro 60 giorni.

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